Alta partecipazione alle urne nel piccolo comune salernitano: i cittadini confermano il progetto locale con un’ampia maggioranza, segnando un momento storico per la comunità.

Ad Acerno, borgo montano della provincia di Salerno situato nella valle del Tusciano e inserito nel territorio del Parco regionale Monti Picentini, la tornata referendaria del 2025 ha assunto un significato che va ben oltre il dato numerico. Con un’affluenza superiore al 30 % e un “Sì” che supera il 94 % nei quesiti principali, la cittadinanza acernese ha inviato un messaggio esplicito: vuole contare nelle decisioni che riguardano il suo futuro.

Il risultato segna un evidente segnale di fiducia verso le istituzioni locali e la partecipazione civica, in un contesto spesso caratterizzato da limitata mobilitazione elettorale. Per un comune di montagna come Acerno, tradizionalmente “fuori dalle rotte” mediatiche principali, questo afflusso e questa coesione rappresentano un’occasione importante per rilanciare non solo l’agenda politica ma anche quella dello sviluppo.

Un fenomeno comunitario
La forza della risposta referendaria non è solo quantitativa. Molti residenti, intervistati nelle immediate vicinanze della casa comunale, hanno parlato di “appuntamento con la storia” e di “occasione da non sprecare”. In un territorio che affronta sfide come lo spopolamento, la mobilità limitata, le difficoltà di infrastrutture, l’esito positivo dei referendum viene visto come un passaggio simbolico: «Se siamo uniti sulla scheda – commenta un residente – possiamo esserlo anche sulle scelte concrete».

Sfide e opportunità
Ora la sfida si sposta dalla scheda elettorale all’azione. L’Amministrazione comunale ha già convocato una sessione straordinaria del consiglio per tradurre l’esito in un piano attuativo: tematiche chiave come mobilità locale, trasporti nelle aree montane, opportunità turistiche legate al Parco e alle eccellenze agroalimentari saranno al centro. Acerno ha già fatto passi in avanti, ad esempio siglando accordi con vicini comuni per potenziare i trasporti pubblici e lo sviluppo del territorio. Corriere Irpinia+1

Valore simbolico e geografico
Scegliere di raccontare Acerno come “non solo borgo” ma come parte del panorama montano e naturalistico campano è fondamentale. Come riporta la descrizione ufficiale, il comune si trova a 727 metri d’altitudine, immerso nella natura dei Monti Picentini. Wikipedia+1 Questa collocazione conferisce al risultato referendario un’ulteriore valenza: è una comunità che rivendica il proprio posto, che vuole essere attiva e protagonista, non spettatrice.

Dal voto alla vita quotidiana
Gli occhi ora guardano all’attuazione. Non basterà celebrare il trionfo in urne: dovranno essere messi in campo interventi reali. Tra questi: migliorare l’accesso alle zone interne, potenziare il turismo sostenibile, valorizzare gli agricoltori e artigiani locali, e fare rete con gli enti parco e regionali. Il silenzioso messaggio della popolazione di Acerno è chiaro: «Non votiamo solo per cambiare la scheda, ma per migliorare la vita».

Conclusione
In un’Italia dove spesso i piccoli comuni vengono “scordati”, Acerno ha dimostrato che è possibile reagire, partecipare, contare. Il meglio però deve ancora venire. Il referendum è stata la partenza: la vera prova sarà nei mesi e anni prossimi, quando le promesse di sviluppo e coesione dovranno tradursi in fatti concreti.

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